Chi regala un libro, regala storie. E spesso, la vera storia non inizia dalla prima pagina, ma un po’ prima: su quella bianca, con una dedica scritta a mano. Che sia affettuosa, ironica o misteriosa – una dedica rende un libro unico e profondamente personale. E a volte, accompagna chi legge per tutta la vita.
Già nel XVI secolo, gli autori utilizzavano le prime pagine dei libri per dedicare le proprie opere a mecenati o personalità importanti. Nella sfera privata, le dediche diventano comuni tra il XVIII e il XIX secolo – soprattutto quando regalare libri diventa un’abitudine diffusa. Diplomi, matrimoni o semplici gesti d’affetto: una piccola nota all’inizio del libro può aprire un legame emotivo speciale.
Oscar Wilde scrisse in un libro: «To the only person who knows the real story.» Oppure quel soldato anonimo che nel 1943, dal fronte, regalò un libro al fratello con queste parole: «Se non dovessi tornare, sappi che ho pensato a te.»
Dediche così raccontano storie dentro le storie – e trasformano un libro usato in un piccolo scrigno di emozioni.

A volte le dediche fanno anche ridere – perché in poche parole mostrano il carattere (e l’umorismo) di chi scrive. Ecco alcune tra le più divertenti:
🖋️ «Al mio editore: l’ho consegnato in tempo.»
🖋️ «Al mio gatto. Ha cancellato il manoscritto tre volte.»
🖋️ «All’amore della mia vita. E anche a mio marito.»
🖋️ «A te. Perché sei arrivatə fino alla dedica.»
🖋️ «Alla mia commercialista di fiducia. È stata lei a dirmi di finirlo.»
🖋️ «A chi diceva che non sapevo scrivere.»
🖋️ «Al mio divano. Senza di te, non ce l’avrei mai fatta.»

Su momox controlliamo attentamente lo stato di ogni libro. È quindi raro trovare dediche – ma quando capita, offrono uno sguardo unico sul passato. E se il tuo prossimo libro contenesse un messaggio così?
Un bel pensiero, no?

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